Identità è qualità di Davide Mondin

L’identità è una qualità

L’identità è una qualità

Identità è qualità di Davide Mondin - enogastronomia italiana

Enogastronomia italiana di qualità – Identità è qualità

L’identità è una qualità? Solitamente si ritiene che la “qualità” di un prodotto o di un servizio consista nella sua capacità di soddisfare le esigenze del consumatore, le quali a loro volta evidentemente cambiano in funzione del periodo storico, dei contesti sociali, del territorio in cui ci si trova, ecc.

Un prodotto in grado di esaudire il bisogno di “alimentarsi” in modo veloce, pratico ed economico può quindi essere giudicato “di qualità” da chi ha solo questo tipo di necessità e non nutre aspirazioni ulteriori legate, ad esempio, ad aspetti culturali, organolettici, ecc. Oppure le ha ma è anche consapevole di non poterle appagare per una serie di motivi, dovuti a condizionamenti di natura economica, medica, ecc.

Tra le “qualità” che costituiscono motivi capaci di condizionare le scelte d’acquisto, un numero crescente di persone annovera la “identità” dei prodotti.

Attenzione, però! Si tratta di una caratteristica il cui valore non necessariamente va di pari passo con il “pregio organolettico” (ammesso che si possa definire in modo oggettivo ciò che è “buono”…) e, anzi, può prescindere da esso.

Chi non ha fatto l’esperienza di mangiare un cibo che, al di là della piacevolezza che suscita, si apprezza perché è legato a un posto, a un’esperienza, ecc. ?

Identità e qualità

Identità è qualità di Davide Mondin - enogastronomia italiana

Identità è una qualità di Davide Mondin – L’enogastronomia italiana sotto i riflettori

Ecco allora che non necessariamente ciò che si produce in un determinato luogo è per ciò stesso anche “buono”. Ma non è un problema: sicuramente presenta tanti valori positivi, il primo dei quali è appunto il fatto stesso di permettere di “assaggiare” quel territorio. Magari ci sono altri prodotti simili anche migliori per aspetto, sapore, profumo, ecc., ma se si vuole davvero entrare in contatto profondo quella zona bisogna per forza affidarsi a ciò che da essa proviene, con i relativi pregi e limiti.

È come quando si vuole bene a una persona cara: si può nel contempo essere consapevoli che ce ne sono tante altre con peculiarità interessanti, ma non sono “lei”!

 

 

 

Davide Mondin

Si laurea in giurisprudenza presso l’Università del Sacro Cuore di Milano. Ha poi frequentato la prima edizione del master di I livello in Cultura dell’Alimentazione presso l’Università di Bologna, acquisendo il titolo di specialista in valorizzazione del patrimonio alimentare e gastronomico. Ha successivamente collaborato con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, tenendo lezioni nell’ambito del master in Scienze Gastronomiche e Prodotti di Qualità, e con Arnoldo Mondadori Editore. Per cui conto ha revisionato diversi testi, tra cui la Grande Enciclopedia Illustrata della Gastronomia e l’Atlante dei Prodotti Tipici – I Formaggi. È stato inoltre contitolare dei corsi di Gastronomia e Gastronomia internazionale presso l’Università Telematica San Raffaele. Attualmente è docente di storia, cultura e disciplina normativa dei prodotti tipici presso Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana. È inoltre consulente del Consorzio dei produttori trentini di salumi. Tiene inoltre lezioni sulla medesima materia presso l’Università di Bologna nell’ambito sia del Master in Giurista. È consulente della sicurezza alimentare sia del Master in Storia e Cultura dell’Alimentazione. È coautore dei volumi “Caseus – Il grande libro dei formaggi italiani” e “Food Law – La tutela della creatività in cucina”.  Gestisce per conto del Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP la procedura di approvazione dell’etichettatura di tale prodotto nonché di quelli composti, elaborati o trasformati che lo contengono.

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