Il Torrone preparato come una volta. Con sapienza e pazienza.
Senza fretta.
Con il tocco artigianale di una lenta cottura.

Dalla loro bottega, i Di Iorio partono con il carretto in giro per i paesi e le feste patronali, a vendere il torrone.   Dal ‘700, all’800, arriva il 1928, anno della consacrazione ufficiale: prima Licenza di Produttore di Torroni, conferita a Vincenzo Di Iorio, nonno dell’attuale titolare. Sempre nel 1928 la Medaglia d’Oro all’Esposizione Internazionale di Milano, la prima di tante altre onorificenze che sono custodite nel medagliere di famiglia. Una storia di invenzioni buonissime: il primo torrone tenero, che è ancora oggi in produzione: il Monachino. Ideato da Vincenzo Festa, papà di Gianni insieme a Padre Claudio, un frate del convento dei Cappuccini di Sant’Egidio, che voleva una versione più morbida del torrone, più adatta ai denti dei suoi anziani confratelli.

Per fare il torrone più buono del mondo c’è un ingrediente che solo Di Iorio 1750 può usare: l’esperienza di chi il torrone lo fa da secoli,
una supremazia attestata dai brevetti originali del fondatore.

Oggi Di Iorio è capitanata da Gianni Festa, un vero e perfetto “Ambassador del Gusto” del Made in Italy. Una storia del Torrone Di Iorio fortemente legata al suo territorio, dove si produce con continuità il lavoro sempre a livello artigianale. La loro particolarità e la forza dei loro prodotti a è stata da sempre la scelta opulata e intransigente delle materie prime eccellenti, tutte rigorosamente della filiera Italiana. Le loro ricette di produzione si distinguono per l’unicità dei prodotti utilizzati: tra le tante materie prime da evidenziare il miele e le nocciole rigorosamente dall’Irpinia, le mandorle scelte da produzioni Pugliesi, Ampia la gamma tra torroni tradizionali, e la linea dei ricoperti, le fragranze dei loro biscotti, mostaccioli, creme spalmabili da una antichissima ricetta, le varie lavorazioni del cioccolato, con le scorzette di arancia, le tante qualità di praline, draagees alla nocciola, allo zenzero e chi più ne ha più ne metta, prodotti sempre al passo delle mode e dei tempi.

Non per questo La Di Iorio può vantarsi di avere un catalogo molto assortito, ricco di prodotti originali e genuini. E poi c’è il Monachino, una delle perle della gamma, invenzione dell’azienda, ideata e brevettata negli anni ’80 da Vincenzo Festa, papà di Gianni. Tra le novità della dolciaria, inizialmente specializzata nella produzione del torrone, oggi azienda diversificata e competitiva sui mercati esteri, il panettone, prodotto tradizionale e simbolo dell’alta pasticceria italiana nel mondo, non solo nel periodo natalizio. “La bontà del panettone è determinata da un elevato grado di difficoltà, difatti occorre studiarne attentamente la lievitazione”, I mastri dolciari vedono pertanto crescere e lievitare ora dopo ora la propria creazione. A questo proposito l’azienda sottolinea quanto sia delicata questa produzione: “Si tratta di una lavorazione complessa e molto articolata che richiede elevate competenze tecniche.

Un esempio prendiamo il nostro panettone, una lavorazione ancora artigianale “VERA”. dove ricordiamolo viene utilizzato il lievito madre e sono necessarie ben 36 ore di lievitazione “. L’impegno sempre maggiore della Di Iorio 1750 nella creazione di prodotti di alta qualità, con l’aggiunta di nuovi prodotti originali e innovativi, ha permesso nel corso degli ultimi decenni di farsi apprezzare in mezzo mondo “la qualità premia” e Noi ne andiamo fieri.. Una come dicevamo bella storia di torrone da racconta da apprezzare e soprattutto da conoscere e far conoscere, fatta di intraprendenza e sacrificio, di caparbietà e di passione; di persone che hanno saputo conservare l’antica dell’arte del torrone e continuamente reinventarla. Sebbene dotata di
moderni impianti per la produzione delle sue specialità la Di Iorio ha sempre interpretato i suoi prodotti mettendo al primo posto l’accurata scelta degli ingredienti e l’artigianalità delle lavorazioni.

Torronificio Di Iorio